>Mancano poche ore al Gay Pride di Reggio Emilia e crescono le proteste per quel sedicente gruppo di cattolici che userà la preghiera come arma di offesa, annunciando di voler pregare Dio per chiedere perdono se gli altri non sono bravi, belli ed eterosessuali quanto sono loro, in quella illusione che li porta a pensare di rappresentare la massima espressione di una nuova razza ariana.
>L’Ordine carmelitano dell’antica osservanza ha deciso di intimare al comitato organizzatore della “processione di riparazione” di non utilizzare il nome della Beata Giovanna Scopelli e si dice pure pronto ad agire per vie legali.
>Dal canto suo, il comitato omofobo Beata Giovanna Scopelli fa la voce grossa e per mezzo dei suoi avvocati (un elemento che sottolinea come dietro paia esserci chi dispone di cospicue disponibilità economiche) sostiene che «non emerge alcun profilo di proprietà intellettuale poiché il nome della Beata reggiana non è né stato depositato dall'Ordine come marchio, né dal Comitato impiegato a scopo di
lucro». Insomma, loro sostrngono di poter stuprare il nome della donna per promuovere odio e distruggere la credibilità dei cattolici nel suo nome.
> crescono le proteste per quel sedicente gruppo di cattolici che userà la preghiera come arma di offesa crescono le proteste per quel sedicente gruppo di cattolici che userà la preghiera come arma di offesa
>qsq scopri che gli omosessuali sono letteralmente indemoniati per i quali la preghiera costituisce un vero e proprio deterrente
>qsq scopri che pensano che i "veri" cattolici apprezzano e vanno ai gay pride.